Dall’avvento del digitale sono emerse diverse nuove modalità di consumo e la nuova vendita al dettaglio si sta evolvendo a un ritmo senza precedenti.
Per tenere il passo con le richieste sempre più frequenti dei consumatori, i distributori devono ora soddisfare tali richieste in modo rapido ed efficiente.
Inoltre, la questione della conservazione dell’ambiente è in primo piano nella mente di molte persone in un momento in cui è essenziale agire.
In questo articolo risponderemo a due domande centrali:
- Che cos’è il New Retail e come si differenzia dalla distribuzione tradizionale?
- Quali sfide deve affrontare il New Retail?
Menu:
2 | Nuove tendenze di vendita al dettaglio emerse dalle nuove abitudini dei consumatori
3 | Il nuovo retail viene in soccorso dei rivenditori tradizionali
4 | L’impatto sulla catena di fornitura
5 | In che modo l’LPR aiuta i rivenditori a soddisfare i nuovi requisiti di vendita al dettaglio?
1. Che cos’è il new retail?
Il nuovo retail si riferisce alla combinazione di commercio online e commercio tradizionale. È caratterizzato da due cose:
- Integra la tecnologia digitale in tutto il percorso dell’utente e oltre. I rivenditori possono creare la cosiddetta esperienza digitale che anticipa le esigenze e offre convenienza.
- Utilizza le nuove tecnologie digitali per creare canali di distribuzione più in linea con le nuove modalità di consumo.
L’obiettivo del New Retail è quello di utilizzare la tecnologia digitale per migliorare l’esperienza di acquisto dei clienti in ogni fase del loro percorso, indipendentemente dal fatto che siano online o in negozio.
In definitiva, il New Retail è una risposta alle numerose nuove abitudini di consumo emerse negli ultimi anni.
2. Le nuove tendenze del retail emergono dalle nuove abitudini dei consumatori
Negli ultimi anni sono emerse nuove abitudini di consumo, con la crescita della consapevolezza sociale ed ecologica. I consumatori chiedono ai rivenditori pratiche di acquisto più adattabili.
Quali sono dunque queste nuove abitudini di consumo?
2.1. Consumo sostenibile
Di fronte all’emergenza ambientale e al riscaldamento globale, i consumatori cercano di consumare in modo più ragionato e di dare maggiore importanza alla tutela dell’ambiente.
Mentre il consumatore è inizialmente attratto da un prodotto in base alle sue caratteristiche intrinseche (è sostenibile, responsabile nei confronti dell’ambiente e del commercio equo e solidale?), sarà anche interessato a sapere se il distributore condivide o meno questi valori.
I rivenditori europei hanno fatto tesoro di questa lezione!
Tra i dieci maggiori distributori europei, otto si sono impegnati a fare da apripista alla sostenibilità, assumendo impegni a favore dello sviluppo sostenibile.
Ad esempio, Carrefour si è impegnata a utilizzare il 100% di energia rinnovabile entro il 2030 e a sostituire l’intera gamma di fluorocarburi con refrigeranti naturali.
2.2. L’ultima tendenza è quella di avere tutto, subito
Paradossalmente, i consumatori vogliono che i prodotti siano consegnati sempre più velocemente, ma vogliono anche avere accesso a una maggiore varietà di prodotti.
È difficile conciliare questo approccio con quello ecologico: la velocità delle consegne richiede troppo spesso l’uso di aerei, un modo veloce di viaggiare ma responsabile del 4% delle emissioni globali di anidride carbonica.
Questa tendenza è stata rafforzata negli ultimi anni da giganti dell’e-commerce come Amazon, che per molto tempo (e ancora oggi) hanno fatto a gara per consegnare i loro pacchi il più velocemente possibile.
Di fronte a questa domanda, i rivenditori non hanno altra scelta che adattarsi, rendendo le loro catene di approvvigionamento il più efficienti possibile(massima efficienza, minimo impatto sull’ambiente).
2.3. E se consumassimo meno?
A seguito dei recenti eventi (la crisi di Covid-19 e la guerra in Ucraina), le economie europee sono in difficoltà. L’inflazione sembra creare problemi ai consumatori di tutti i Paesi del continente, che hanno sempre più difficoltà a fare acquisti.
Per soddisfare le loro esigenze, i rivenditori devono trovare il modo di vendere meglio, più velocemente e senza aumentare troppo i prezzi. Si tratta di un difficile gioco di equilibri che cercano di portare avanti ogni giorno.
Leclerc, ad esempio, promette ai suoi consumatori prezzi bassi tutto l’anno su alcuni dei suoi prodotti più venduti, grazie ai suoi marchi privati.
3. Il nuovo retail viene in soccorso dei rivenditori tradizionali
Le nuove abitudini dei consumatori hanno costretto i rivenditori ad adattarsi. In Europa sono nati tre nuovi canali di distribuzione:
3.1. Clicca e ritira
Lanciato da Argos nel 2000, il click-and-collect è uno sviluppo fondamentale nelle catene di distribuzione.
Questo nuovo servizio consente agli acquirenti di acquistare i prodotti online e di ritirarli presso un punto di distribuzione vicino, evitando spese di spedizione o ritardi.
È un modo più veloce ed ecologico di fare acquisti rispetto ai metodi di consegna tradizionali e permette ai consumatori di approfittare delle promozioni esclusive dei rivenditori online.
3.2. Drive-thru
La corsia drive-thru è generalmente dedicata all’acquisto di beni di prima necessità (cosmetici, cibo, bevande…).
Questo sistema è un nuovo modo di collegare i negozi fisici con le piattaforme digitali.
Disponibile presso molti rivenditori, questo servizio consente ai clienti di effettuare gli ordini online e di ritirare gli acquisti in negozio senza dover uscire dal proprio veicolo.
Ciò consente di risparmiare tempo, ridurre i costi di consegna e migliorare la soddisfazione dei clienti.
3.3. Negozi di alimentari
I rivenditori danno sempre più valore ai piccoli negozi. Questo è un modo eccellente per espandere la propria attività posizionandosi vicino ai clienti, soprattutto in aree in cui i grandi negozi non sono praticabili (come i centri delle grandi città).
I negozi più piccoli possono essere situati in centri commerciali molto frequentati o in quartieri locali, consentendo ai rivenditori di raggiungere sia gli acquirenti che cercano convenienza, flessibilità e velocità, sia quelli che preferiscono non recarsi in un luogo fisico.
Carrefour, il gigante francese della vendita al dettaglio, ha capito bene questo concetto. Grazie a gamme come Carrefour Express, City e Market, il marchio possiede oggi oltre 3000 negozi di vicinato in tutto il mondo.
Quando le aziende riducono le dimensioni dei loro negozi, devono anche trovare il modo di ottimizzare lo spazio di vendita. Così, il quarto di pallet (un sito promozionale perfetto per i piccoli punti vendita) e i mezzi pallet si sono lentamente insinuati nei negozi di quartiere.
4. L’impatto sulla catena di fornitura
Man mano che i dettaglianti accedono a nuovi canali di distribuzione, si trovano ad affrontare nuove sfide, come la difficoltà di gestire le catene di approvvigionamento. Un maggior numero di punti di distribuzione comporta maggiori esigenze logistiche.
I rivenditori devono ora essere in grado di consegnare le loro merci in modo rapido ed efficiente in qualsiasi parte del mondo, pur mantenendo un atteggiamento rispettoso dell’ambiente e un buon rapporto con i consumatori: una nuova complessità che trasforma le nostre abitudini di acquisto in una vera e propria sfida.
In conclusione, le catene di fornitura non hanno smesso di evolversi e devono continuare a reinventarsi automatizzando i processi, ottimizzando le consegne e riuscendo ad affrontare le sfide del mondo di oggi.
Fortunatamente, le catene di approvvigionamento di domani potranno contare su tecnologie emergenti che le aiuteranno a reinventarsi. Questa reinvenzione potrebbe includere l’uso dell’intelligenza artificiale e della blockchain.
5. In che modo l’LPR aiuta i rivenditori a soddisfare le esigenze del nuovo retail?
LPR – La Palette Rouge è la società di pooling di pallet leader nel settore dei beni di largo consumo, che offre una soluzione di noleggio e gestione dei pallet.
Grazie alla sua esperienza nel pallet pooling, LPR presenta molti vantaggi per i rivenditori:
- LPR riduce lo sforzo logistico: la gestione di un pool di pallet richiede molte risorse. I pallet devono essere trasportati, riparati, stoccati e tutto ciò ha un impatto sull’intera struttura logistica di un’azienda. Affidando la gestione dei pallet a LPR, le aziende possono concentrarsi su attività di maggior valore.
- LPR riduce i costi: il costo di acquisto, stoccaggio o riparazione dei pallet può essere un onere per molti rivenditori. Scegliere di affidare a LPR le esigenze di noleggio dei pallet significa non scaricare sul consumatore costi inutili.
- LPR digitalizza la supply chain: la sua applicazione MyLPR Retail semplifica la raccolta per i rivenditori. Utilizza dashboard intelligenti per migliorare i processi, fornendo informazioni utili sull’utilizzo dei pallet.
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LPR aiuta le imprese a entrare nell’economia circolare: scegliere LPR – La Palette Rouge è un modo concreto ed efficace per aiutare il pianeta. Ridurre le emissioni di CO2 causate dall’acquisto di nuovi pallet e garantire che i pallet ricevuti siano sempre della massima qualità e realizzati con legno gestito in modo sostenibile.
Conclusione
In conclusione, di fronte all’evoluzione dei nuovi metodi di consumo, i rivenditori non hanno altra scelta che adattarsi implementando strategie omnicanale.
Il New Retail ha un futuro brillante davanti a sé e i rivenditori dovranno continuare a innovare negli anni a venire per soddisfare le nuove aspettative dei consumatori.
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