Commercio al dettaglio sostenibile: 4 tendenze principali - LPR

Lo sviluppo sostenibile è diventato un tema fondamentale per molti settori, in particolare per il retail.

Tutti coloro che sono coinvolti nella vendita al dettaglio, siano essi acquirenti, fornitori o fornitori di logistica, hanno un ruolo cruciale da svolgere e fanno parte di un ecosistema che deve riconsiderare i propri processi per raggiungere una maggiore sostenibilità e responsabilità.

Quali sono i fattori chiave necessari per passare con successo a un approccio più sostenibile senza sacrificare l’efficienza della catena di fornitura e riuscendo comunque a soddisfare le aspettative dei consumatori?

Questo articolo fornisce una panoramica delle tendenze emergenti che consentiranno ai rivenditori di adottare pratiche sostenibili per ridurre il loro impatto ambientale senza compromettere le loro prestazioni complessive.


Menu:

1 | Soluzioni di imballaggio innovative

2 | Eco-store

3 | Azioni e impegni per la sostenibilità sociale

4 | L’iniziativa Net Zero

5 | In che modo LPR supporta i rivenditori in un approccio più responsabile?


1. Soluzioni di imballaggio innovative

Sebbene gli imballaggi monouso siano ancora ampiamente utilizzati, altri tipi di imballaggi stanno gradualmente iniziando a sostituirli.

1.1. Imballaggio riutilizzabile e riciclabile

Negli ultimi anni molti produttori si sono sempre più orientati verso imballaggi riutilizzabili e/o riciclabili come alternativa.

Questi due approcci contribuiscono a ridurre l’impatto ambientale degli imballaggi, ma richiedono infrastrutture e processi diversi per essere utilizzati in modo efficace:

  • Come suggerisce il nome, gli imballaggi riutilizzabili sono progettati per essere utilizzati più volte. Può essere riciclato quando è troppo danneggiato o scartato quando la sua materia prima non è adatta al riciclo.

  • Gli imballaggi riciclabili, invece, sono destinati a essere riciclati sistematicamente dopo l’uso, cioè vengono lavorati e riutilizzati.

Di conseguenza, molti operatori del settore FMCG (Fast Moving Consumer Goods) stanno sviluppando le proprie operazioni di riciclaggio.

È il caso del supermercato britannico Morrisons.

L’azienda ha implementato un sistema che consente di riprocessare le plastiche morbide, notoriamente difficili da riciclare, e si è impegnata a riciclare e riutilizzare una quantità equivalente di plastica entro il 2025.

Alla fine, Morrisons vuole sviluppare impianti di riciclaggio più grandi anche per altri rivenditori del Regno Unito.

A quale materiale dare la priorità per il confezionamento dei prodotti?

Ecco un elenco non esaustivo di imballaggi che possono essere riciclati:

1. Il legno

Alla LPR, una volta che i nostri pallet di legno certificati PEFC  diventano troppo danneggiati, li trasformiamo in pellet di legno, permettendoci di riutilizzare questa materia prima e di convertirla in energia.

2. Scatole

Il cartone viene utilizzato per diversi tipi di imballaggi, tra cui le scatole di cereali e le “casse” utilizzate per proteggere mobili ed elettrodomestici durante la consegna.

Questi imballaggi possono essere riciclati per creare nuove scatole.

3. Plastica

Esistono diversi tipi di plastica, come il polietilene tereftalato (PET) o il cloruro di polivinile (PVC).

Mentre alcuni tipi di imballaggi in plastica, come il PET, sono riciclabili al 100%, altri come l’LDPE, utilizzato per i sacchetti della spazzatura e della spesa, vengono riciclati molto poco.

Le plastiche riciclabili vengono trasformate in pellet e utilizzate per produrre nuovi prodotti. Per esempio, una bottiglia d’acqua può essere riutilizzata come materiale di imbottitura per un peluche.

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1.2. Imballaggio zero

L’imballaggio zero è un metodo che si sta sviluppando sempre più nei Grandi Magazzini Specializzati.

I formati di ricarica e pre-riempimento in negozio contribuiscono all’eliminazione degli imballaggi in plastica.

Gli alimenti sfusi, ad esempio, consentono ai consumatori di acquistare direttamente utilizzando i propri sacchetti o contenitori.

Questa pratica vantaggiosa deve essere adottata dai rivenditori, dai loro fornitori e dai consumatori per poter continuare ed espandersi.

Ad esempio: 

Il supermercato Asda Milton Keynes offre oltre 70 prodotti di marca sfusi in un’area di ricarica dedicata. Tutti i prodotti hanno un prezzo uguale (o inferiore) agli equivalenti confezionati.

L’adozione di questa pratica offre un vantaggio competitivo e incoraggia gli acquirenti a cambiare le proprie abitudini riducendo il consumo di plastica.

1.3. L’evoluzione della legislazione nazionale

Anche la legislazione sta cambiando per spingere i rivenditori e i fornitori a modificare le loro soluzioni di imballaggio.

Ad esempio nel Regno Unito

Il DEFRA (Dipartimento per l’Ambiente, l’Alimentazione e gli Affari Rurali) sta preparando una legge contro gli sprechi alimentari industriali da introdurre nel 2023.

In linea con le regole già applicabili alle famiglie del Regno Unito, i rivenditori saranno ora tenuti a separare i rifiuti alimentari dagli altri rifiuti.

I regolamenti sulla responsabilità dei rivenditori per gli imballaggi non riciclabili sono in vigore dal 2007 e si applicano a tutte le organizzazioni britanniche coinvolte nella gestione e nella fornitura di imballaggi.

Questo regolamento si basa sul principio della responsabilità collettiva. In altre parole, tutte le aziende che producono imballaggi devono contribuire ai costi di riciclaggio e riutilizzo.

Ad esempio in Francia 

A partire dal 1° gennaio 2022, la legge anti-spreco per un’economia circolare ha imposto ai rivenditori di aderire a diverse norme volte a eliminare definitivamente la plastica monouso.

  • I supermercati sono tenuti a installare cassonetti per la raccolta degli imballaggi acquistati dopo la cassa.

  • È vietato apporre etichette direttamente su frutta e verdura, a meno che queste non siano compostabili e realizzate in tutto o in parte con materiali di origine biologica.

  • È vietata la produzione e l’importazione di borse di plastica monouso.

  • È vietato l’imballaggio in plastica di frutta e verdura fresca di peso inferiore a 1,5 kg.

Sono in vigore ulteriori regolamenti per integrare questo elenco e raggiungere l’obiettivo di ridurre la plastica monouso del 20% entro la fine del 2025, con almeno la metà ottenuta attraverso il riutilizzo e il riciclaggio.

2. Eco-store

Il numero di negozi sostenibili è aumentato significativamente negli ultimi anni e questa tendenza si sta intensificando.

Questi negozi stanno definendo nuovi standard ponendo la sostenibilità al centro delle loro preoccupazioni.

Questa decisione si riflette a tutti i livelli della supply chain, e non solo nei punti vendita:

  • utilizzando materiali da costruzione sostenibili come il legno PEFC, il sughero e le fibre di cellulosa per ridurre la perdita di energia,

  • utilizzando energie rinnovabili per il riscaldamento e l’illuminazione (come ad esempio i pannelli solari),

  • privilegiando gli imballaggi riciclabili,

  • utilizzando, ove possibile, sistemi standardizzati,

Il negozio Rewe di Wiesbaden, in Germania, ha implementato misure sostenibili in diversi aspetti delle sue attività. Il negozio utilizza una tecnologia di raffreddamento e riscaldamento intelligente, alimentata al 100% da elettricità verde. L’azienda utilizza anche imballaggi sostenibili e ha installato stazioni di ricarica per auto e biciclette elettriche.

3. Azioni e impegni per la sostenibilità sociale

Il settore del commercio al dettaglio deve considerare anche le sfide della sostenibilità sociale nei suoi sforzi verso lo sviluppo sostenibile. Molti rivenditori hanno già messo in atto diverse iniziative per la sostenibilità sociale.

3.1. Il contributo all’economia circolare

I rivenditori si riforniscono sempre più spesso da fornitori locali e cooperative per ridurre le distanze di consegna e sostenere l’economia locale.

Ad esempio, in Francia la Metropoli di Nantes ha proposto che tutti gli attori del sistema alimentare locale collaborino per formare un Progetto Alimentare Territoriale (PAT).

Questo progetto mira a ridurre l’impatto ambientale di ogni attore della catena alimentare attraverso nuove soluzioni e pratiche quali:

  • fattorie urbane,

  • supermercati cooperativi,

  • azioni di sensibilizzazione.

Di conseguenza, ogni membro contribuisce all’economia locale al proprio livello (agricoltore, consumatore, trasportatore, rivenditore, ecc.), per cambiare le cose.

3.2. La scelta della trasparenza

Garantendo la tracciabilità delle merci, i consumatori possono avere una comprensione più completa di ogni fase della catena di approvvigionamento.

I rivenditori ora si assicurano che i consumatori possano trovare:

  • l’origine dei prodotti che consumano,

  • l’impatto energetico e ambientale generato nella creazione di ogni prodotto.

Per esempio, i negozi Aldi italiani promuovono le imprese locali a San Valentino, offrendo agli acquirenti una selezione di prodotti sostenibili certificati, come fiori e cioccolatini.

4. L’iniziativa Net Zero

Carbone 4 sostiene dal 2018 l’iniziativa Net Zero, che mira a stabilire un benchmark unificato per il raggiungimento della carbon neutrality in tutte le aziende che operano sul territorio nazionale.

Sostenuto dall’ADEME (Agenzia francese per l’ambiente e la gestione dell’energia) e da 21 grandi aziende, questo progetto abbraccia tutti i settori di attività ed è aperto a tutte le imprese del settore privato che desiderano apportare un cambiamento.

4.1. Il progetto dell’iniziativa Net Zero

L’iniziativa
Iniziativa Net Zero
presenta un quadro unificato che consolida i principi e gli strumenti chiave per l’attuazione di una strategia aziendale globale per il clima finalizzata al raggiungimento di emissioni nette globali pari a zero. Questo quadro è a disposizione di tutti gli stakeholder che cercano di “orientare le loro azioni per il clima in modo trasparente, ambizioso e sincero”.

Sulla scia degli ambiziosi obiettivi di sostenibilità fissati dalla COP 26 nel 2021, molti rivenditori stanno allineando le loro azioni per ridurre l’impronta di carbonio e raggiungere questi obiettivi.

4.2. Il ruolo essenziale della tecnologia

La tecnologia svolge un ruolo fondamentale nel consentire ai rivenditori di ridurre le emissioni di carbonio.

Grazie alla raccolta dei dati, i rivenditori possono migliorare la loro visibilità e ottenere informazioni più precise sul loro consumo energetico.

Molti stanno già implementando soluzioni innovative per analizzare i loro dati e migliorare l’efficienza energetica dei loro negozi e delle loro attrezzature.

Ad esempio, le soluzioni di monitoraggio che combinano oggetti connessi e applicazioni multimisura vengono utilizzate per monitorare in tempo reale tutti i consumi energetici di un’area di vendita.

I produttori sono in grado di monitorare e mappare il consumo energetico dei loro punti vendita, per definire azioni prioritarie e intervenire rapidamente in caso di anomalie.

4.3. Un problema che riguarda l’intero settore della vendita al dettaglio

La capacità della maggior parte dei retailer di raggiungere i propri ambiziosi obiettivi di riduzione delle emissioni di gas a effetto serra è dovuta al sostegno dei propri stakeholder, tra cui fornitori, trasportatori, partner e altri, che si sforzano anch’essi di adottare pratiche commerciali sostenibili ed eque.

4.4. Esempi concreti

  • Il rivenditore Walmart si è impegnato a diventare un’azienda rigenerativa, alimentata al 100% da energia rinnovabile nelle proprie attività entro il 2035.

  • Caprabo ha presentato PureAir Print, un sistema di stampa sviluppato da Pureti per ridurre in modo permanente l’inquinamento generato da un veicolo durante il suo viaggio. L’azienda mira a convertire gli agenti contaminati e volatili dell’ambiente in ossigeno al contatto con la stampa PureAir.

  • Carrefour intende diventare carbon neutral entro il 2040 e punta a raggiungere questo obiettivo utilizzando il 100% di elettricità da fonti rinnovabili e riducendo il consumo energetico del 27,5% entro il 2030.

5. In che modo LPR supporta i rivenditori in un approccio più responsabile?

5.1. Gestione del noleggio dei pallet: un sistema basato sull’economia circolare

Noi di LPR – La Palette Rouge siamo specialisti nella gestione di pool di pallet e siamo orgogliosi di appartenere al Gruppo Euro Pool, il principale fornitore di servizi logistici di imballaggi standard riutilizzabili in Europa.

Ogni giorno, coltivatori, trasportatori, trasformatori e rivenditori beneficiano della maggiore efficienza e dei vantaggi ambientali dei nostri pallet riutilizzabili.

Grazie al nostro modello economico circolare, basato sul noleggio e sulla restituzione dei pallet, i nostri pallet hanno una durata di vita di almeno 5 anni e li gestiamo fino alla loro fine.

5.2. Il pooling di pallet: una soluzione efficiente per la vostra catena di approvvigionamento

Scegliere il pooling di pallet è un’opportunità per adottare una soluzione efficiente per la vostra catena di approvvigionamento.

Questo approccio non solo vi mette al riparo dalle potenziali spese nascoste legate all’acquisto di pallet (come i costi di stoccaggio dei pallet inattivi, le spese di consegna aggiuntive, ecc.), ma vi garantisce anche l’accesso a pallet robusti e di alta qualità, compatibili con i sistemi automatizzati della vostra catena di fornitura.

5.3. I pallet rossi sono anche pallet verdi

In LPR ci concentriamo costantemente sugli aspetti chiave della sostenibilità della catena di fornitura, come ad esempio:

  • La selezione e il controllo di tutti i fornitori, subappaltatori e trasportatori;

  • Comunicazione con i clienti e i rivenditori per consegnare e ritirare le quantità giuste al momento giusto;

  • Tracciabilità dei pallet (per ridurre al minimo le perdite);

  • Riparazione di pallet danneggiati ancora idonei all’uso;
  • L’acquisto di quantità adeguate di nuovi pallet.

Questi criteri ci permettono di fornirvi pallet di alta qualità, riducendo al contempo la vostra impronta di carbonio e contribuendo ai vostri obiettivi di sviluppo sostenibile.


Conclusione

In sintesi, diverse tendenze consentono ai rivenditori di lavorare per uno sviluppo sostenibile:

  • sostituire gli imballaggi monouso con imballaggi riciclabili e riutilizzabili,

  • eco-store costruiti con materiali più rispettosi dell’ambiente, che utilizzano energie rinnovabili e che adottano pratiche sostenibili come il riciclaggio e la promozione della consapevolezza,

  • azioni a favore della sostenibilità sociale: promozione dell’approvvigionamento locale, comunicazione trasparente,

  • Iniziative Net Zero.

Un elenco non esaustivo che continua a crescere sulla scia degli obiettivi definiti dalla COP26.

LPR – La Palette Rouge può aiutarvi a dare un contributo immediato allo sviluppo sostenibile della vostra attività.

Siete pronti a ripensare la vostra catena di approvvigionamento e a scegliere una soluzione di pooling di pallet?

Saremo lieti di aiutarvi a trovare la soluzione migliore per la vostra azienda.