Gli ultimi anni sono stati particolarmente impegnativi per la catena di distribuzione al dettaglio, in tutto il mondo.
In risposta alla riduzione del potere d’acquisto dei consumatori, alla prevalenza di Internet nella nostra vita quotidiana e alla necessità di orientarsi verso pratiche più rispettose dell’ambiente, gli attori della catena di distribuzione hanno dovuto innovare.
L’obiettivo è semplice: Costruire la catena di approvvigionamento di domani. Una catena di fornitura digitale più efficiente, meno costosa e più sostenibile.
In questo articolo scopriremo le 5 principali tendenze che caratterizzeranno la vendita al dettaglio nel 2023 e come i rivenditori stanno rispondendo.
Menu:
1 | Il valore è al centro delle priorità
2 | L’efficienza è al centro della catena di fornitura retail
3 | L’accelerazione del commercio online
4 | Sfide legate allo sviluppo sostenibile
5 | In che modo l’LPR aiuta i rivenditori ad affrontare queste sfide?
1. Il valore è al centro delle priorità
Mentre alcuni Paesi si preparano a subire una recessione nel 2023, l’inflazione continua a salire. Entro ottobre 2022, l’inflazione sarà in media dell’11,5% in tutta l’Unione Europea.
L’aumento dei prezzi ha un impatto significativo sui consumatori, che si ripercuote sulla catena di fornitura al dettaglio.
A fronte di ciò, l’influenza dei discount come Aldi e Lidl (noti per i loro prezzi bassi) continua a crescere. Gli altri rivenditori devono quindi raddoppiare gli sforzi per conquistare e sostenere i consumatori.
Un buon esempio è Leclerc. Leclerc si impegna a garantire che i suoi negozi siano i più economici nelle loro aree di attività (Francia, Spagna, Polonia e Slovenia).
Per riuscirci, il negozio utilizza due leve principali:
- Confronta i prezzi con quelli dei concorrenti vicini: Leclerc vuole assicurarsi di essere sempre il più economico a livello locale per poter competere con altri marchi presenti nel suo bacino di utenza.
- Crea zone promozionali ad alto impatto sui prodotti di uso quotidiano per attirare più clienti (soprattutto attraverso i marchi privati a basso prezzo).
Questa costante attenzione al valore dei prodotti ha permesso a Leclerc di posizionarsi tra i maggiori rivenditori europei.
2. L’efficienza è al centro della catena di distribuzione al dettaglio
Per combattere la minaccia dei discount e l’aumento del CODB (cost of doing business), gli operatori della distribuzione tradizionale devono anche (e soprattutto) lavorare sull’efficienza della loro supply chain.
Ad esempio, possono lavorare su:
- L’assortimento di prodotti offerti in vendita,
- Partnership con nuovi marchi/negozi,
- L’aspetto fisico dei negozi, rendendoli più pratici o piacevoli.
Intermarché ha scelto di puntare sull’esperienza del cliente nei suoi negozi piuttosto che sui prezzi bassi per la sua strategia di crescita. La catena di supermercati lavora con molti marchi privati e ha un posizionamento di fascia alta, con prezzi spesso superiori a quelli della concorrenza.
Tuttavia, l’esperienza del cliente è la sua preoccupazione principale:
- Il concetto di servizio è onnipresente e la catena è particolarmente nota per i suoi tradizionali banchi di carne e formaggio.
- I negozi sono spaziosi, per consentire agli acquirenti di spostarsi facilmente tra le corsie.
- Ogni zona è stata attentamente studi ata per creare una sensazione di benessere con i clienti. Questo vale soprattutto per il reparto ortofrutta, concepito come un mercato.
Intermarché ha deciso di concentrarsi sull’esperienza del cliente per fidelizzarlo e farlo tornare.
Ma sarà sufficiente a soddisfare molti consumatori, la cui situazione sta diventando sempre più precaria?
3. L’accelerazione del commercio elettronico
Sulla scia della pandemia COVID-19, sta emergendo una terza tendenza: l’accelerazione delle vendite online.
Tuttavia, non tutti i distributori sono uguali nella loro capacità di trasformare digitalmente i processi di vendita e distribuzione e si possono notare differenze significative tra i rivenditori.
Innanzitutto, è necessario vendere prodotti alimentari online per avere successo?
Contrariamente a quanto qualcuno potrebbe pensare, Lidl, l’attuale più grande rivenditore in Europa, non ha alcun piano in questo settore.
Il retailer preferisce concentrarsi sui suoi negozi fisici e sulle vendite online di articoli non alimentari.
È sorprendente che un distributore faccia una scelta del genere, considerando che ogni anno un numero crescente di acquisti di prodotti alimentari viene effettuato online.
Mentre molte aziende sono state colte alla sprovvista dall’epidemia di influenza suina, la catena di supermercati britannica Tesco ha risposto prontamente.
Grazie alle numerose opzioni di spedizione e alla sua efficiente catena di approvvigionamento, il rivenditore è riuscito a sottrarre quote di mercato ai concorrenti nel Regno Unito e in Irlanda. Entro il 2026, il rivenditore prevede di realizzare oltre l’11% delle sue vendite online.
4. Sfide legate allo sviluppo sostenibile
Sebbene lo sviluppo sostenibile riguardi tutti i settori, rappresenta una sfida particolare per il settore della vendita al dettaglio.
Di conseguenza, i rivenditori di tutto il mondo si trovano ad affrontare un’ampia gamma di sfide quali:
- Riduzione delle emissioni di gas serra,
- Passare a imballaggi riutilizzabili per promuovere la responsabilità ambientale,
- Riduzione dei rifiuti,
- La riduzione del consumo di acqua potabile.
L’industria europea dei supermercati sembra prendere sul serio la sostenibilità, dato che 8 delle 10 maggiori catene di supermercati stanno perseguendo attivamente pratiche sostenibili.
-
Lidl: Lidl ha assunto sei impegni relativi alle questioni ambientali: rispettare la biodiversità, proteggere il clima, conservare le risorse naturali, condurre pratiche commerciali eque, promuovere la salute per tutte le persone e impegnarsi nel dialogo con i consumatori.
- Edeka: Edeka è uno dei maggiori rivenditori tedeschi e si colloca al quarto posto tra i maggiori rivenditori europei. L’azienda ha dimostrato interesse per il futuro sostenendo sempre più progetti essenziali, quali: l’approvvigionamento sostenibile, l’impegno sociale, lo sviluppo di prodotti più ecologici e rispettosi dell’ambiente e la valorizzazione dei propri dipendenti.
-
Mercadona: l’azienda spagnola ha recentemente implementato la sua “Strategia 6.25 per lo sviluppo sostenibile”. L’intera catena di approvvigionamento elettronico dell’azienda funziona ora con energia rinnovabile prodotta da pannelli solari. L’azienda ha inoltre adottato misure per migliorare l’isolamento termico dei suoi magazzini refrigerati. È anche una delle prime aziende a introdurre un nuovo formato di negozio ad alta efficienza energetica, che consuma meno energia ed è più rispettoso dell’ambiente.
5. In che modo l’LPR aiuta i rivenditori ad affrontare queste sfide?
Il servizio di pooling di pallet LPR – La Palette Rouge consente alle aziende di ridurre i costi, digitalizzare le catene di fornitura e ridurre l’impronta di carbonio.
La gestione a noleggio dei pallet presenta infatti numerosi vantaggi:
Il pooling dei pallet consente di risparmiare sui costi
Il pooling offre alle aziende un modo efficiente per acquistare, immagazzinare e mantenere la propria fornitura di pallet.
I pallet per il trasporto sono un investimento costoso per i distributori: sono costosi da acquistare, devono essere immagazzinati e richiedono manutenzione nel corso della loro vita.
Affidando la gestione del proprio parco pallet a LPR – La Palette Rouge, i distributori possono liberare le proprie risorse per concentrarsi sulle attività principali.
LPR – La Palette Rouge si occupa di ogni aspetto del ciclo di vita dei pallet: dalla consegna dei pallet ai centri logistici, al ritiro dai centri di distribuzione, fino alla riparazione quando necessario.
Il pooling di pallet è una soluzione ecologica
Quando i rivenditori scelgono il pooling dei pallet, fanno un passo avanti verso un’economia circolare. Il noleggio e la gestione dei pallet possono allungarne la vita, riducendo così il numero di nuovi pallet prodotti (per ogni nuovo pallet immesso in circolazione, vengono emessi nell’atmosfera 7 kg di CO2).
Mettendo insieme le nostre forze, abbiamo contribuito a rimuovere centinaia di tonnellate di CO2 dall’atmosfera ogni anno.
Inoltre, quando i rivenditori scelgono un fornitore come LPR – La Palette Rouge, sanno che il legno dei loro pallet proviene da fonti sostenibili grazie alla certificazione PEFC (PEFC/10-31-1869) dell’azienda.
LPR vi aiuta a digitalizzare la vostra catena di fornitura
LPR – L’applicazione per la vendita al dettaglio MyLPR di La Palette Rouge consente ai distributori di tenere traccia dei flussi di pallet in qualsiasi momento. Possono effettuare ordini online ed essere avvisati immediatamente in caso di ritardo nell’evasione dell’ordine. L’applicazione dà accesso a un’interfaccia intuitiva e a un cruscotto che fornisce preziose informazioni sulla gestione dei pallet.
Conclusione
In conclusione, la catena di distribuzione al dettaglio dovrà affrontare molte sfide nel 2023.
Se la riduzione dei costi, la ricerca dell’efficienza, l’accelerazione del commercio online e la consapevolezza del cambiamento climatico sono importanti per il loro successo futuro, i rivenditori devono talvolta fare scelte dolorose che potrebbero avere un impatto sul loro futuro.
Ciononostante, gli operatori del mercato concordano sulla necessità di costruire una catena di approvvigionamento più sostenibile.
Volete contribuire a costruire un futuro sostenibile con noi?
Scegliete la soluzione di pallet pooling di LPR per trasportare le vostre merci, garantire la corretta funzionalità della vostra catena di fornitura e mettere la sostenibilità al centro della vostra attività. Contattateci per maggiori informazioni!

